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Il pittore Lando Landini

IL PITTORE LANDO LANDINI

Cenni biografici raccolti da Fabrizio Zollo


Lando Landini nasce in localit Bottegone, vicino Pistoia, il 7 marzo 1925 da Francesca Frati, casalinga, figlia di un barbiere di Cantagrillo (Pistoia), e Giovanni Landini, negoziante, di famiglia contadina originaria di Ramini (Pistoia). Nel 29, dopo la nascita della secondogenita Landa, il padre Giovanni cessa lattivit di negoziante a Bottegone e decide di partire per gli Stati Uniti, dove gi aveva lavorato con una certa fortuna dal 1911 al 23. Raggiunge via mare Marsiglia deciso ad imbarcarsi per la traversata ma, causa la grave crisi economica in atto negli Stati Uniti gli viene interdetto limbarco. Trova allora lavoro come bracciante agricolo in una fattoria presso Saint Gilles du Gard (fra Nmes ed Arles, vicino alla Camargue). Nel 33 la madre di Lando, che dopo la chiusura del negozio si era trasferita da Bottegone a Cantagrillo presso il padre, raggiunge con i due figli il marito in Francia. L Lando, appresa ben presto la lingua francese, completa gli studi delle elementari (dove linsegnante, appassionato di pittura, incoraggia Lando a disegnare) e poi quelli delle medie (Cours complmentaire). Nel 39, con lapprossimarsi del secondo conflitto mondiale, la famiglia Landini decide di rientrare in Italia e si stabilisce a Bonelle, tra Cantagrillo e Pistoia (dove tuttora Lando vive con la sorella), in una casa acquistata con i risparmi del lavoro in Francia. Lando viene iscritto al Ginnasio di Pistoia. Lanno seguente, a seguito di una depressione, inizia a dedicarsi alla pittura, mettendosi in relazione col pittore Alberto Giuntoli e, tramite questi, col pittore Umberto Mariotti, lunico artista presente in quel periodo a Pistoia, in quanto gli altri sono impegnati al fronte. Attraverso le monografie di Claude Monet e Paul Czanne, prestategli da Giuntoli, Lando scopre la pittura francese e ne resta impressionato. Dopo l8 settembre 43 Lando viene in contatto con i pittori pistoiesi Pietro Bugiani prima e Alfiero Cappellini poi. Questultimo, gi punto di riferimento per i giovani artisti pistoiesi, comprendendo il valore di Lando, lo incoraggia nel suo lavoro e sar sempre per lui uno stimolo critico importante. Nellinverno del 43 si iscrive alla Facolt di Architettura di Firenze, ma il rendimento risulta seriamente condizionato dal forte impegno nella pittura ed allo stesso tempo dal senso dinquietudine che linsoddisfazione per i risultati artistici gli procura. Nel 45 Alfiero Cappellini include Landini nella mostra di pittori pistoiesi e pratesi nella Galleria darte La Porta di Firenze. Nel 46 Lando passa dalla Facolt di Architettura a quella di Lettere, dove viene iscritto al secondo anno. Nel 47 aderisce al Partito Comunista. Nel 48 viene in contatto col critico darte Roberto Longhi, appena subentrato a Mario Salmi nella cattedra di Storia dellArte. Lando, che ha gi sostenuto con Salmi i due esami di storia dellArte previsti dal programma di studi, ma che scontento del tema, attinente allarte medievale, per la tesi che questi gli aveva proposto, chiede a Roberto Longhi una tesi che corrisponda ai suoi interessi, orientati alla pittura del Novecento. Roberto Longhi lo invita a casa sua ed acconsente ad affidargli lo svolgimento della tesi Boccioni e il futurismo, espressamente richiestagli da Lando. Le poche cartelle manoscritte che il laureando porta al professore, a titolo di saggio, sorprendono favorevolmente il Longhi sia per lacutezza dellanalisi quanto per la forma letteraria, cosa questultima a cui il grande critico tiene in maniera particolare. Nello stesso anno Lando, assieme agli amici artisti pistoiesi Mirando Iacomelli, Stelio Rossi ed Alfiero Cappellini, visita la Biennale di Venezia dove rester colpito dalla pittura dei fauves, di Picasso e di Munch. Nel dicembre 50 si laurea e nel gennaio 1951 parte per Parigi dove alloggia in un soffitta di propriet di un amico italiano, nel quartiere di Pigalle, dove dipinge con impegno e frequenta i musei. In quegli anni parigini ha occasione di inviare a Longhi sue recensioni di importanti mostre darte moderna per la loro pubblicazione sulla rivista Paragone diretta dallo stesso critico. Anche in quegli anni mantiene i contatti con lItalia e con lambiente artistico di Pistoia, dove rientra ogni estate. A Parigi incontra Suzanne Hayes, originaria di Cherbourg in Normandia, nella capitale francese per motivi di studio. Suo padre era un militare canadese sbarcato in Normandia nel D-Day, il 6 giugno del 1944, e stabilitosi poi in quella regione. Con Suzanne Lando convive due anni e dalla loro relazione nasce nel 53 il figlio Stefano, dopodich i loro rapporti si rompono. Nello stesso anno rientra stabilmente in Italia con il piccolo Stefano, ma annualmente si reca a Parigi per visitare le mostre dei pi grandi artisti moderni. Negli stessi anni frequenta anche lambiente di Botteghe Oscure a Roma: Guttuso e Trombadori in particolare. Nel 54 espone a Firenze nella Galleria La Vigna soprattutto opere del periodo parigino fra cui una grande composizione di figure. Nello stesso anno inizia ad insegnare lingua francese nelle scuole medie superiori. Nel 56, dopo i fatti dUngheria, si stacca dallideologia marxista e dal realismo socialista, i cui principi di fatto non ha mai del tutto seguito. Alla fine dello stesso anno visita a Parigi la grande mostra antologica dedicata a Nicolas De Stal e ne rimane affascinato tanto da scriverne un saggio critico che viene pubblicato su Paragone. Dellarticolo viene a conoscenza anche Pierre Lecuire, grande amico di De Stal, che lo giudicher la pi pertinente recensione alla mostra e che meglio coglie le motivazioni e lo stile del pittore franco-russo. Nellautunno del 57 si recher al Kunsthalle di Berna con Marisa Volpi, allieva di Roberto Longhi, per visitare unaltra grande mostra di Nicolas De Stal. Nel marzo 58 visita nella Galleria Nazionale dArte Moderna di Roma la grande antologica di Jackson Pollock, la prima personale dopo la morte dellautore inviata in Europa a cura del Museum of Modern Art di New York, mostra che non poca influenza avr sulla spinta di rinnovamento della pittura che Lando va maturando. A Pistoia, suscitano in lui interesse le personalissime ricerche di Fernando Melani e levoluzione del lavoro di Aldo Frosini. Dallautunno 58 si trasferisce a Milano dove insegna lingua francese nelle scuole medie. Qui, nella primavera del 60, Franco Russoli, direttore del Museo di Brera, gli chiede di scrivere un saggio su De Stal che verr pubblicato nel catalogo per la grande mostra antologica del pittore franco-russo alla Galleria civica darte moderna di Torino. Nel 61 Lando espone alla Galleria Il Milione di Milano le opere astratte, prossime allinformale, realizzate nel periodo milanese. Dopo la mostra la sua carica per la pittura non figurativa, progressivamente si affievolisce ed il suo interesse si rivolge sempre pi a forme organizzate mirate a composizioni figurative tratte anche dalla elaborazione dimmagini mutuate dalla fotografia, composizioni che comunque fanno sempre della luce elemento ineludibile e primario. Nel 62 esce il libro Le mosche doro della scrittrice Anna Banti, moglie di Roberto Longhi, il cui personaggio principale, un pittore, ispirato alla figura di Lando i cui resoconti di vita parigina, dal sapore bohmien, che aveva udito sommariamente riportare al marito, lavevano intrigata. I rapporti tra il nostro pittore e Longhi verranno raffreddandosi dopo la lettera alla Banti in cui Lando le rimprovera di aver chiesto notizie sulla sua vita parigina ad altri anzich direttamente a lui. Nel 64 si trasferisce a Monza, dove contrariamente ai cinque anni precedenti, pu contare stabilmente sulla cattedra dinsegnamento del francese. Nellestate del 65 conosce a Pistoia Donatella Giuntoli, di sedici anni pi giovane di lui, figlia del pittore Alberto Giuntoli e nipote dello scultore Marino Marini. Nasce tra i due unintima amicizia, si sposano lanno successivo e vanno a vivere a Monza. Nel 67, dopo la morte del padre di lei, Alberto Giuntoli, i due rientrano a Pistoia, nella casa dei Marini-Giuntoli, in Piazza San Pietro. Il pi o meno latente stato depressivo, che ha sempre accompagnato Lando a partire dagli otto anni di et, riaffiora, tanto da indurlo nel 69 a partire per Barcellona quale professore addetto presso lIstituto Italiano di Cultura, incaricato dal Ministero degli Esteri, per trovarvi una risposta alla propria inquietudine. Nel 72 rientra a Pistoia in Piazza San Pietro e prosegue sia lattivit di docente che quella artistica. Nel 78, sempre su incarico del Ministero degli Esteri, si reca per un anno a Lione in Francia, dove organizza due mostre, di Giorgio Morandi e di Silvestro Lega, nel museo civico. Dal 81 e per alcuni anni realizza molte opere di grande formato per due committenti pistoiesi, direttamente nelle loro dimore, e trascorrendo quindi lunghe giornate nelle loro famiglie, in un rapporto tipico di altre stagioni del mecenatismo. Nel 85 lascia lattivit dellinsegnamento per la pensione. Nel 88 i rapporti con Donatella, progressivamente usurati, sfociano nel divorzio, pur rimanendo fra i due un rapporto di stima e amicizia. Continua in pittura lo studio della luce e la ricomposizione di frammenti del reale in composizioni astratte, dove detti frammenti sembrano galleggiare pi come zattere di memoria che come cronache di visione. Nel 91 acquista a Parigi uno studio in rue de Poitou, nel quartiere del Marais, che rivender dopo tre anni, ma da allora e per i successivi quindici anni user trascorrere circa due terzi dellanno in Francia ed un terzo in Italia. Nel 94 gli viene dedicata dal Comune di Pistoia una grande mostra antologica in cui visibile tutto il suo percorso artistico a partire dal 41. Negli anni successivi Lando intensifica, di pari passo con la pittura ed alternandola a questa, la realizzazione di disegni astratti, dove pare essere rimasto pi fedele allidea informale perseguita in pittura nel periodo milanese 1958/1962, come se solo al segno avesse oramai affidato il privilegio della libera testimonianza di uninquietudine interiore, mentre alla pittura lonere e la funzione, di soddisfare il bisogno, altrettanto insopprimibile, di comunicazione col mondo. La pittura, caricando quei segni di colore, d corpo allidea primitiva (pur non potendosi affermare con questo che i disegni siano necessariamente propedeutici ai dipinti) e la media, la intreccia, con gli stimoli umani e naturali della visione e della visionariet quotidiane, veicolandola verso una ribalta in cui losservatore pu riconoscere nellopera il proprio volto ed il proprio vissuto, pu percepirsi come protagonista e pu in ultimo illudersi di giungere a toccare con le sue, le dita dellartista.

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