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Collana «I quaderni di via del Vento»
volumetto n° 26



Egon  Schiele, Un artista puro
traduzione di Daniela Fedi,
postfazione e note di Susanna Mati,
 pag. 32, ISBN 8887741034

Euro 4,00 (ESAURITO)
IN SINTESI

Nove lettere ai familiari, inedite in Italia


UN ASSAGGIO

«C’è ancora qualcosa: devi riconoscere che tu, per quanto ti è stato possibile, avrai fatto il tuo dovere di madre fino a domani, 24 novembre 1914 – ora i tempi sono cambiati, la vita è diversa, e tu hai il dovere di sgombrare la strada ai giovani e di capire e seguire tutte le loro opinioni e le loro imprese; questo è il ciclo dell’esistenza, promuovere e rispettare il "Nuovo" - il passato è privo di vita, non pensare mai a come, un tempo, si strinsero attorno a te i tuoi cari, è cosa passata e quell’epoca non ritornerà mai più, - né le sue consuetudini.».







L’AUTORE

Egon Schiele nasce a Tulln an der Donau, cittadina presso Vienna, il 12 giugno 1890, figlio del capostazione; i treni forniscono a Egon il materiale per i primi disegni. Nel 1894 nasce la sorella Gertrude, con la quale compirà da adolescente un viaggio a Trieste che rappresenterà la loro "luna di miele". Nel 1906 viene ammesso all’Accademia di belle arti di Vienna, dove però il suo talento si scontra subito con l’ambiente artistico reazionario e tradizionalista; ne segue l’abbandono dell’Accademia e la fondazione della Neukunst-gruppe. Poco dopo Schiele entrerà in contatto con la Wiener Werkstätte, conoscerà l’influente critico Arthur Roessler che diverrà il suo più tenace difensore, e soprattutto verrà notato dai numerosi mecenati della borghesia viennese. Di grande importanza l’incontro con Gustav Klimt che Schiele venererà sempre come suo maestro; proprio Klimt gli presenterà la modella Wally Neuzil, con la quale il pittore vivrà per diversi anni realizzandone numerosi ritratti. Nel 1912, trasferitosi in una cittadina di provincia, Schiele sconterà quasi un mese di carcere e subirà un processo a causa dell’abitudine di usare giovanissime modelle per i suoi disegni di nudo. Nel 1915 sposerà Edith Harms, poco prima di essere richiamato nell’esercito (esperienza che darà vita ad un diario di guerra). Il 1918 segna la definitiva consacrazione artistica di Schiele all’esposizione della Secessione; nell’autunno muore a seguito dell’epidemia di spagnola.

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