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Lucie
Delarue-Mardrus,
La prigioniera
a cura di Stefano Serri pag.
48, ISBN
978-88-6226-139-5
Euro
4,00
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L’AUTORE
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Lucie Delarue nasce a Honfleur nel 1874, sesta e ultima figlia femmina di una madre timida e di un avvocato che aveva sperato, fino all’ultimo, in un maschio. Cresciuta tra arte e cosmopolitismo, a tredici anni vede in scena Sarah Bernhardt e si appassiona al teatro, tanto da ipotizzare una carriera da attrice. Nel 1900 sposa il dottor Joseph-Charles Mardrus.La coppia frequenta i maggiori artisti dell’epoca, da Gide a Debussy, da Huysmans a Valery. L’assenza di rapporti sessuali tra i due e le relazioni lesbiche della scrittrice portano nel ’15 alla separazione. Ingegno multiforme, spazia dalla scultura al teatro, collabora a molte riviste con prose, ma è nella poesia che meglio esprime la sua femminilità libera e non convenzionale, tanto che dà vita a un chiacchierato gineceo letterario, votato alla liberazione sociale e sessuale della donna. Durante la seconda guerra mondiale, deve interrompere il legame con la giovane cantante Germaine de Castro, in fuga a causa delle leggi razziali. Costretta a vendere ogni suo avere, sempre più sola, la scrittrice per sopravvivere prova a trasformare in lavoro un’antica passione, la fabbricazione di bambole. Muore a Château-Gontier, nella Mayenne, nel 1945.
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