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Collana «Ocra gialla»
volumetto n° 58



Irène  Némirovsky, La confidenza
A cura di Antonio Castronuovo
 pag. 36, ISBN 978-88-6226-072-5

Euro 4,00
IN SINTESI

Dopo i racconti precedentemente pubblicati Notte in treno, Giorno d’estate, L’inizio e la fine, con questo ultimo racconto inedito in Italia di Irène Némirovsky, direttamente tradotto dal periodico «Revue des Deux Mondes» dove uscì il 15 ottobre 1938, riteniamo assolto il nostro debito di riconoscenza verso questa autrice tanto amata anche dal nostro pubblico di lettori.


UN ASSAGGIO

«I bambini crescono così in fretta, mentre la percezione dei genitori è così lenta! I cambiamenti degli adolescenti si compiono in un attimo, e i genitori non fanno in tempo a rendersene conto: non si rendono conto che quei riccioli non sono più dorati, che non sono nemmeno più dei riccioli, ma i capelli soffici e scarmigliati di una giovane ragazza. Non si rendono conto che gli occhi non esprimono più gioia innocente, ma curiosità e turbamento emotivo. La stessa signorina Lajunie, che conosceva Colette fin da piccola, quando le parlava si rivolgeva a un’immagine ormai svanita, al riflesso di una bambina che non esisteva più».







L’AUTORE

 

Nata a Kiev nel 1903 nella ricca borghesia ebraica, Irène Némirovsky visse solitaria e infelice: il padre era sempre impegnato, la madre donna egocentrica che non le donò mai un sorriso. Rifugiatasi nei libri cominciò presto a scrivere i primi racconti, fin dall’inizio col suo peculiare stile lucido e introspettivo. Allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre fuggì con la famiglia in Finlandia e infine in Francia. Trascorse a Parigi vent’anni colmi di successo: laureatasi alla Sorbona, pubblicò il suo primo testo nel ”21 su «Fantasio»; nel ’26 sposò Michel Epstein, da cui ebbe due figlie. Nel ’29 l’editore Grasset pubblicò con grande successo David Golder. Emanate nel ’40, le leggi contro i “fuoriusciti di razza ebraica” colpirono anche lei: nel ’42 iniziarono le deportazioni degli ebrei nei campi di sterminio e lei fu tra questi. Arrestata a Issy-l’Êvêque il 13 luglio, morì ad Auschwitz il 17 agosto, non è certo se a causa di tifo o se uccisa in una camera a gas. Oltre a David Golder, molte sue opere sono già state tradotte in Italia: Il ballo (del ’30), Come le mosche d'autunno (’31), Jézabel (’36), I cani e i lupi (’40), e soprattutto Suite francese che, scritta nei mesi precedenti l’arresto e conservata per anni in manoscritto da una figlia, è stata pubblicata con clamore in tutta Europa.

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