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Collana «Le Streghe»
volumetto n° 9



Andrea  Lippi, Stelle
a cura di Rosanna Morozzi
 pag. 36, ISBN 978-88-6226-022-0

Euro 4,00
IN SINTESI

Due prose e due saggi dello scultore pistoiese Andrea Lippi (morto giovanissimo nel 1916, sorprendente ed originale interprete del simbolismo e dell’espressionismo, in arte come nella scrittura),corredati da una selezione di suoi disegni e sculture, nonché da una dettagliata biografia.


UN ASSAGGIO

«In una di quelle sere penetranti e silenziose quand’è un brivido ogni suono, e ogni bagliore una lacrima, io vidi una stella cadente splendere nell’oscura volta del cielo e sparire nell’etereo spazio. In quell’attimo io pronunziai il suo nome e il fatto che il mio pensiero entrasse pronto nella durata subitanea della striscia luminosa mi parve di buon augurio».







L’AUTORE

Andrea Lippi, penultimo di sei fratelli, nasce a Pistoia il 4 febbraio 1888 da Pietro e Artemisia Bartoli. Nel 1892 il padre fonditore e battiferro, apre a Pistoia quella che diverrà una delle più importanti fonderie in ambito internazionale. Nel 1906 Andrea si iscrive al Regio Istituto di belle Arti di Firenze dove ha per insegnanti Adolfo e Augusto Rivalta. Lì conosce il pittore Lorenzo Viani, più anziano di lui di sei anni. Si diploma nel 1910 e nello stesso anno partecipa ad un concorso veneziano per una medaglia commemorativa. Coltiva i suoi interessi letterari, scrivendo alcune prose, poesie e traduzioni da Baudelaire e Edgar Allan Poe, e appunti sull’estetica, sull’arte e la letteratura, tra cui riflessioni su Shakespeare e Dante. Nel ’12 espone alla X Biennale di Venezia la scultura Chimera che opprime l’uomo. Nel ’13 esegue l’opera Sciperanti, vince il premio Baruzzi di Bologna con il gruppo simbolista Campane e il bo. Dopo la morte del padre, nel ’13, si occupa anche della fonderia, malgrado la sua salute cagionevole. Nel ’14 partecipa alla XI Biennale di Venezia col bassorilievo Titani, espone il gruppo Campane alla Secessione romana e realizza il ritratto Testa del fratello Ulisse. Nel ’15, con la partenza del fratello Ulisse per il fronte, assume la direzione della fonderia. Nello stesso anno una copia in bronzo della Deposizione della croce viene acquistata dal re Vittorio Emanuele III, e negli ultimi mesi dell’anno realizza per il concorso Curlandese di Bologna il rilievo Levana; ma la notizia della vincita gli giunge sul letto di morte, a causa di una nefrite, il 25 gennaio 1916.

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