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Collana «Acquamarina»
volumetto n° 34



Georg  Trakl, La notte
traduzione di Massimo Baldi e Roberto Carifi, Postfazione di Roberto Carifi

 pag. 36, ISBN 978-88-6226-012-1

Euro 4,00
IN SINTESI

Ventitre poesie scelte, in nuova traduzione, del poeta austriaco cantore della morte.


UN ASSAGGIO

«Lieve risuona il palazzo di pietra;
il giardino degli orfani, l’oscuro ospedale,
un rosso naviglio sul canale.
Sognanti salgono e scendono nel buio
uomini decomposti
e da porte nericce
fuoriescono angeli dalla fronte fredda;







L’AUTORE

Georg Trakl nasce nel 1887 a Salisburgo, quarto figlio di agiata famiglia: il padre commerciante protestante, la madre cattolica di origine ceca, musicofila poco dedita ai figli. Nella cartella clinica di Georg redatta nell’ospedale di Cracovia, dove il poeta trascorrerà in osservazione psichiatrica le ultime tre settimane di vita, si affermerà che la madre è ‘neuropatica, consumatrice di oppio’, la sorella più giovane Grete ‘affetta da isteria’, che lo stesso Georg ‘ha tentato da bambino il suicidio, è soggetto a depressioni, stati d’ansia, allucinazioni, fa uso abbondante di alcool e di cocaina’. Nel 1897 è al ginnasio-liceo che abbandona nel 1905 per l’apprendistato in una farmacia, dove inizia a far uso di droghe. Nel 1908 si iscrive ai corsi di farmacia dell’Università di Vienna ed inizia con costanza a scrivere poesie. Nella capitale viene raggiunto dalla sorella Grete, a cui pare lo legherà un rapporto incestuoso. Nell’agosto del 1914, in una sorta di volontà autodistruttiva, lui pacifista, si presenta volontario per il fronte e parte per la Galizia. A settembre, durante la battaglia di Grodek deve provvedere senza mezzi a novanta feriti gravi, in un granaio circondato dai cadaveri di contadini ruteni impiccati agli alberi. Durante la ritirata degli austriaci manifesta la volontà di uccidersi ed è inviato al reparto psichiatrico di Cracovia. Il 3 novembre muore per overdose di cocaina. Il 23 settembre 1917 si ucciderà anche l’amata sorella Grete.

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