Via Vitoni, 14 - 51100 Pistoia (PT)
Tel. 0573/975871 - Fax 0573/46399

Collana «I quaderni di via del Vento»
volumetto n° 29



Hugo von  Hofmannstal, Lettere a Rilke
a cura di Susanna Mati

 pag. 32, ISBN 8887741107

Euro 4,00
IN SINTESI

Quindici lettere inedite in Italia dello scrittore austriaco all’amico Rainer Maria Rilke nel periodo 1902-1925


UN ASSAGGIO

«...mi appare in modo certo come lei sia arrivato lontano nella sua arte, come mai prima era accaduto, e veramente abbia reso possibile l’impossibile. In questo modo di redigere per metà leggero che ha adottato mi rallegra come minimo una cosa, cioè che esso mi pone in un più stretto rapporto con le creazioni che mi interessano. Tento infatti di chiarirmi dove risieda la determinata qualità della sua lingua poetica, così difficile a definire, anche se lieve da percepire...».







L'AUTORE

Hugo von Hofmannsthal nasce a Vienna nel 1874; nel suo sangue scorrono una vena ebraica boema e una vena italiana. Il suo precoce esordio letterario avviene nel 1890 quando inizia a pubblicare le sue prime poesie sotto lo pseudonimo di Loris Melikow; nel frattempo frequenta l’ambiente letterario viennese stringendo amicizia con A. Schnitzler, H. Bahr, R. Beer-Hofmann. Durante un viaggio in Italia Hofmannsthal inizia a scrivere opere teatrali; una di esse, La donna alla finestra, viene rappresentata a Berlino. Nel 1901 si sposa e va a vivere nella casa di Rodaun. Del 1902 è il breve scritto Ein brief, ovvero la celebre Lettera di Lord Chandos. A questo periodo risale anche la frequentazione con Stefan George, che gli pubblicherà varie poesie sui «Blatter fur die Kunst»; il distacco si avrà già nel 1906. Col regista M. Reinhardt viene rappresentata l’Elettra; sempre più intensa con Richard Strauss, per il quale Hofmannsthal scrive Il cavaliere della rosa e l’Arianna a Nasso. Per Sergej Diaghilev, direttore dei Balletti Russi, prepara la Leggenda di Giuseppe. Allo scoppio della guerra è chiamato come ufficiale in Istria e poi al Ministero della Guerra a Vienna; del ’19 è la Donna senz’ombra. In seguito, la riflessione sul teatro barocco sfocerà in Il grande teatro del mondo di Salisburgo (’22) e nelle due versioni de La torre. Al ’28 risale l’Elena egizia con musiche di Strauss. Il 15 luglio 1929, due giorni dopo il suicidio del figlio, muore improvvisamente a Rodaun. Postumo apparirà il romanzo Andrea o i ricongiunti.

Condividi / Share

Indietro