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Collana «Acquamarina»
volumetto n° 10



Antonin  Artaud, Poeta Nero
a cura di Pasquale Di Palmo

 pag. 32, ISBN 8887741069

Euro 4,00 (ESAURITO)
IN SINTESI

La prima antologia uscita in Italia del grande poeta francese.


UN ASSAGGIO

«Ti assilla un seno di vergine,
poeta nero,
poeta inacidito, mentre la vita bolle
e la città arde,
e il cielo si riassorbe in pioggia,
e la tua penna graffia al cuore della vita.».







L'AUTORE

Antonin Artaud nasce a Marsiglia il 4 settembre 1896. Soggiorna più volte a Smirne, presso la nonna materna. Fin dall’adolescenza si manifestano i primi sintomi della malattia di origine nervosa che gli fa trascorrere alcuni periodi in casa di cura. Nel 1920 è a Parigi, dove entra nella compagnia del Théâtre de l’Œuvre e, successivamente, in quella dell’Atelier. Ha una relazione con l’attrice Génica Athanasiou. Nel ’23 inizia con Jacques Rivière un intenso carteggio. Aderisce dal ’24 al ’26 al surrealismo e nello stesso anno fonda il Théâtre Alfred Jarry. Scrive soggetti cinematografici e interpreta film importanti come La Passion de Jeanne d’Arc di Dreyer e il Napoléon di Gance. Nel ’31 scopre il teatro balinese, esperienza da cui scaturirà il fondamentale saggio Le Théâtre et son double. Tentativi di disintossicazione dalla droga. Nel ’35 rappresenta Les Cenci. L’anno seguente parte per il Messico dove tiene una serie di conferenze e soggiorna presso le tribù primitive dei Tarahumara, dopo aver ricevuto a L’Avana da uno sciamano un pugnale a cui attribuisce poteri magici. Dopo il ritorno in Francia, progetto di matrimonio con Cécile Shramme. Nel ’37 viaggio in Irlanda nel tentativo di riportarvi il presunto bastone di san Patrizio. È arrestato per vagabondaggio e, dopo vari incidenti, viene rimpatriato. Lo sbarco avviene in camicia di forza a Le Havre. Comincia il calvario dei vari internamenti, tra cui quelli pluriennali a Ville-Évrard, non lontano da Parigi, e a Rodez. Subisce numerosi elettrochoc, in seguito ai quali perde quasi tutti i denti. In clinica ricomincia a scrivere, dopo un periodo di inattività, testi pervasi da un intenso fervore religioso. Nel maggio ’46 torna a Parigi dove riprende contatto con gli intellettuali. Ha continue emorragie intestinali, sintomo di un cancro non ancora diagnosticato. Gallimard approva il progetto di pubblicazione delle sue Œuvres complètes. Nel ’48 una sua trasmissione radiofonica è censurata. Viene trovato morto a Ivry, seduto ai piedi del suo letto, la mattina del 4 marzo.

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