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Collana «Ocra gialla»
volumetto n° 89



Gian Luigi  Paganelli, Il levarsi della luna
Alessandro Ceni
 pag. 48, ISBN 978-88-6226-133-3

Euro 4,00
IN SINTESI

Tre racconti inediti dello scrittore pistoiese Gian Luigi Paganelli (1935 – 2018), tra i migliori prosatori del nostro Novecento. Scrittore schivo che sempre teorizzò l’assoluta priorità dello stile sui contenuti e quasi mai pubblicò ciò che scrisse.


UN ASSAGGIO

«...stanno in silenzio i grandi racconti, come grosse cicale decrepite sulla resina dei cipressi, quando il perfetto crepuscolo ha strappato la gloria della voce.»







L’AUTORE

Gian Luigi Paganelli nasce a Pistoia l’1 febbraio 1935, figlio unico di Libero Paganelli, impiegato delle Imposte e Maria Zago – alla quale sarà sempre particolarmente legato – entrambi originari di Venezia e attori dilettanti. Dopo le scuole inferiori frequenta il Liceo Classico. Diplomatosi si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia, che però non terminerà. Il pittore Ardengo Soffici, riscontrando in lui grandi capacità e dialettica, gli dona una somma considerevole per sostenere gli studi universitari, denari che il Paganelli disperderà in una notte di elargizioni a conoscenti e sconosciuti. Appassionato di filosofia e letteratura classica frequenta il Cenacolo Domenicano di Pistoia e stringe amicizia con gli artisti cittadini più affermati. Nel ’58 la sua raccolta Dieci liriche è inserita in antologia. Associa alla sua attività di traduttore di Orazio e Pindaro, quella di saggista e conferenziere. Collabora alla rivista «Belfagor» e altre riviste letterarie. Tra gli anni Sessanta e Settanta insegna Italiano e Storia alle scuole medie e è assistente al Liceo Classico. Stringe amicizia con Piero Bigongiari, Guido Ceronetti, Giorgio La Pira, Giuseppe Ungaretti. Dagli anni Ottanta pubblica racconti su riviste. Nel ’92 pubblica il poema Fra le torri del tempo (Edizioni del Battello Ebbro) e nel 2002 la tragedia Tommaso Becket (Edizioni Brigata del Leoncino). Ma la gran parte della sua produzione poetica, saggistica e narrativa è e rimane inedita. Paganelli, che ha sempre teorizzato l’assoluta priorità dello stile sui contenuti, muore il 30 maggio 2018 nella Pistoia che mai ha abbandonato e dove ha vissuto con pochi mezzi coltivando i suoi ideali di bellezza.

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