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Collana «I quaderni di via del Vento»
volumetto n° 73



Lou Andreas  Salomé, Una notte
A cura di Claudia Ciardi. Traduzione di Claudia Ciardi e Katharina Majer.
 pag. 36, ISBN 978-88-6226-083-1

Euro 4,00
IN SINTESI

Un racconto inedito in Italia di Lou Andreas Salomé, amica e compagna di numerosi intellettuali, quali Nietzsche, Rilke, Freud, moglie del noto orientalista Carl Andreas, studiosa eclettica e grande viaggiatrice, fra le pioniere della psicoterapia.


UN ASSAGGIO

«È come se fosse stata scaraventata fuori da un giardino di rose sul bordo nudo di uno strapiombo dove s’infrange il mare. Ma non è sola, piuttosto sono con lei tutte le persone – l’essere umano essenzialmente – ogni singolo essere che vive, ama e muore. Si sente legata nel pieno dell’affanno alla grande totale sofferenza di tutto l’esistere, la sua esigua, isolata pena d’amore svanisce e s’inabissa. Ora non avrebbe potuto baciare e neppure dormire. Siede, le mani intrecciate attorno alle ginocchia, e con turbati occhi aperti fissa la notte.»
 







L'AUTORE

Louise von Salomé nasce a San Pietroburgo il 12 febbraio 1861, unica femmina dopo cinque maschi, da Gustav Salomé, militare di carriera sotto gli zar, discendente da ugonotti avignonesi emigrati in Prussia e da Louise Wilm, di origini danesi. A diciassette anni incontra il coltissimo quarantaduenne pastore protestante olandese Hendrik Gillot. Nel ’79 esce dalla Russia e si iscrive all’università di Zurigo. Tre anni dopo raggiunge Roma dove conosce i filosofi Paul Rée e Friedrich Nietzsche con i quali tenta di instaurare una sorta di ‘comune’ intellettuale, progetto destinato al fallimento. Nell’86 a Berlino incontra Carl Andreas, figura affascinante di orientalista e viaggiatore. Si sposano l’anno successivo ma la loro unione non sarà felice. Negli anni ’90 è molto attiva come autrice di narrativa e di articoli, tra cui spiccano il saggio dedicato al teatro di Ibsen (’92), e la biografia di Nietzsche. Sono anni di frequenti viaggi a Berlino, Monaco, Parigi, Vienna. Al ’97 risale la relazione col poeta Rilke. Insieme organizzano due viaggi in Russia. Dopo di allora i due amanti non si rivedranno più fino al 1905. In occasione del congresso della Società internazionale di psicoanalisi a Weimar (’11) conosce Freud. La pratica analitica assorbe completamente la sua esistenza, materia di numerosi suoi scritti tra cui Il tipo donna (’14), Tre lettere a un fanciullo (’17), Il mio ringraziamento a Freud (’31). Prosegue instancabile anche la sua attività letteraria dando alle stampe nel ’22 Il diavolo e sua nonna, opera teatrale considerata la sua migliore prova di scrittura. Ritirata nella solitudine di Gottinga stende le sue memorie ed è assillata dal problema di salvare i propri manoscritti dalla censura nazista. Vi riuscirà con l’aiuto di Ernst Pfeiffer, ultimo devoto amico. Muore nel sonno il 5 febbraio 1937.

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