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Collana «I quaderni di via del Vento»
volumetto n° 68



Camille  Claudel, Sono come Cenerentola
A cura e traduzione di Marco Alessandrini
 pag. 48, ISBN 978-88-6226-074-9

Euro 4,00
IN SINTESI

È la voce  singolare e disperata di una geniale artista questa dell’allieva e amante dello scultore Auguste Rodin, che emerge dalla selezione dalle sue lettere qui proposta in nuova traduzione a settanta anni dalla morte.


UN ASSAGGIO

«Mia cara mamma, [...] Sei davvero cinica nel negarmi riparo a Villeneuve. Non darei scandalo come tu immagini. Riprendere l’esistenza normale mi darebbe una gioia tale che non farei nient’altro. [...] Non mi azzarderei a far nulla di biasimevole, ho patito a tal punto da non risollevarmi più. [...] / vivere qui mi causa un soffrire tale da impedirmi di restare umana. Non riesco più a tollerare gli strepiti di tutte queste creature, la nausea mi attanaglia. Mio Dio, quanto vorrei vivere a Villeneuve! / Tutte le cose che ho fatto valgono ben più del concludere i miei giorni come un numero in una casa di cura, ho diritto a ben altro. [...]







L'AUTORE

Camille Claudel nasce a Fère-en-Tardenois (Aisne, Piccardia) l’8 dicembre 1864 da Louise-Athanaïse Cerveaux e Luis-Prosper Claudel; questi, conservatore delle ipoteche, deve spostarsi con la famiglia in varie località francesi. Nel 1866 nasce la sorella Louise e due anni dopo, nella vicina Villeneuve-sur-Fère, il fratello Paul. Già dodicenne Camille modella con l’argilla le sue prime figure. Nel 1881 la madre e i tre figli, col benestare del marito che vuole favorire la vocazione della figlia, si trasferiscono a Parigi, dove Camille segue i corsi dell’Académie Colarossi. Nel 1882 vince il Prix de Rome e fa la conoscenza dello scultore Auguste Rodin, di ventiquattro anni più anziano di lei e già famoso. Probabilmente il rapporto amoroso fra i due inizia già l’anno seguente e nel 1884 Camille entra nell’atelier di Rodin come modella e come aiutante ma di fatto anche come musa ispiratrice. Dal ’91 i loro rapporti sono compromessi ed è chiaro che Rodin non abbandonerà la compagna di una vita Rose Beuret. Camille realizzerà opere importanti per il taglio simbolista e modernista. Malgrado i tentativi di Rodin di aiutarla sia economicamente sia promuovendola tramite le sue amicizie, le manie persecutorie di Camille si faranno sempre più stringenti e il 10 marzo 1913, otto giorni dopo la morte del padre, viene ricoverata nel manicomio di Ville-Évrard a nord-est di Parigi, e nel settembre 1914 in quello di Montdevergues, nei pressi di Avignone. La madre, in trent’anni di internamento della figlia, non  andrà mai a trovarla; solo il fratello, scrittore e diplomatico vi si recherà qualche volta. Muore il 19 ottobre 1943 e viene sepolta nella fossa comune del vicino cimitero di Montfavet. 

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