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Collana «I quaderni di via del Vento»
volumetto n° 67



Irčne  Némirovsky, L’inizio e la fine
A cura di Antonio Castronuovo
 pag. 36, ISBN 978-88-6226-071-8

Euro 4,00
IN SINTESI

Il racconto inedito in Italia L’inizio e la fine, che apparve il 20 dicembre 1935 sul periodico parigino «Gringoire», da cui è qui direttamente tradotto, esce dopo settanta anni dalla morte della scrittrice francese Irène Némirovsky in un campo di sterminio nazista. 


UN ASSAGGIO

Ho quarant’otto anni soltanto, pensò con sorpresa; eppure non posso lamentarmi. Ho vissuto, ho amato... Non ho mai cercato la ricchezza. Mi sono accontentato di una mezza povertà. A vent’anni mi sono augurato di avere per tutta la vita “una camera imbiancata a calce e un letto in ferro”. Era una cosa banale, Ma ciò che è più singolare è di accontentarsene ancora a quasi cinquant’anni. È vero mi ero augurato ancora il dominio sugli uomini... La vita ci offre spesso la caricatura dei nostri sogni», pensava ancora. «Muoio nella pelle di un piccolo magistrato di provincia, non molto conosciuto... non molto felice... Tuttavia, per molti uomini, sono stato l’immagine stessa del destino».







L'AUTORE

 

Nata a Kiev nel 1903 da famiglia della ricca borghesia ebraica (il padre era un potente banchiere), Irène Némirovsky visse solitaria e infelice: il padre era sempre impegnato, la madre donna egocentrica che non le donò mai un sorriso. Questa condizione fece sbocciare la scrittrice: rifugiatasi nei libri cominciò presto a scrivere i primi racconti, fin dall’inizio col suo peculiare stile lucido e introspettivo. Allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre fuggì con la famiglia in Finlandia e si rifugiò infine in Francia. Trascorse a Parigi vent’anni colmi di successo: laureatasi alla Sorbona, pubblicò il suo primo testo nel 1921 su «Fantasio»; nel 1926 sposò Michel Epstein, da cui ebbe due figlie. Nel 1929 l’editore Grasset pubblicò con grande successo David Golder, storia di un banchiere ebreo nella Russia sovietica. Da quel momento fu una cascata di romanzi e racconti, che hanno fatto annoverare la Némirovsky fra i massimi autori francesi dell’epoca. Emanate nel 1940, le leggi contro i “fuoriusciti di razza ebraica” colpirono anche lei: nel 1942 iniziarono le deportazioni degli ebrei nei campi di sterminio e lei fu tra questi. Arrestata a Issy-l’Êvêque il 13 luglio, morì ad Auschwitz il 17 agosto, non è certo se a causa di tifo o se uccisa in una camera a gas. Oltre a David Golder, molte sue opere sono già state tradotte in Italia: Il ballo (del 1930), Come le mosche d’autunno (1931), Jézabel (1936), I cani e i lupi (1940), e soprattutto Suite francese che, scritta nei mesi precedenti l’arresto e conservata per anni in manoscritto da una figlia, è stata pubblicata con clamore in tutta Europa.

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