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Collana «I quaderni di via del Vento»
volumetto n° 64



Elisabeth  van Gogh, Mio fratello Vincent,
a cura di Francesca Degani
 pag. 36, ISBN 978-88-6226-059-6

Euro 4,00
IN SINTESI

Una selezione, in nuova traduzione, delle memorie di Elisabeth van Gogh, sorella del grande pittore olandese, in cui ripercorre dall’infanzia alla morte, le tappe di un’esistenza travagliata ma tanto importante per la storia dell’arte moderna.


UN ASSAGGIO

«La fronte prominente e già solcata di rughe leggere, con le sopracciglia contratte per l’intensità delle sue riflessioni, sopra occhi piccoli e infossati di colore cangiante, fra il blu e il verde, a seconda della profondità dell’impressione che suscitava in lui la presenza di tutto ciò che lo circondava. Già in così giovane età, dal suo aspetto sgraziato emergeva la profondità di tutto il suo essere. I suoi fratelli e sorelle gli erano estranei; la sua stessa persona gli era estranea, come lo era la sua giovinezza. Non ancora adulto, il suo genio era già totalmente presente in lui, ma lui non ne era consapevole, come un neonato che non sa che cos’è una madre, benché ne riconosca la voce».  







L'AUTORE

 

Elisabeth Huberta van Gogh, detta Lies, nacque il 16 maggio 1859 da Theodorus van Gogh, pastore protestante a Groot-Zundert, nel sud dell’Olanda, e da Anna Cornelia Carbentus. Dopo il primo bambino nato morto nel 1852, chiamato Vincent, la coppia ebbe altri cinque figli: Vincent, nato l’anno seguente esattamente nella stessa data, Anna Cornelia (1855), Theodorus (1857), Elisabeth (1859), Wilelmina Jacoba (1862) e Cornelis Vincent (1867). Elisabeth sposò Jean Philippe Theodore Du Quesne van Bruchem, che esercitava la professione di avvocato a Soesterberg (Olanda). La storia del matrimonio è burrascosa. In un articolo pubblicato nel 1966 nella rivista olandese «Panorama», si legge: «Lies van Gogh rimase involontariamente incinta. Dal 1880 lavorava alla villa Eikenhorst di Soesterberg, dove si prendeva cura di Catharina du Quesne van Bruchem-van Willis, gravemente malata, moglie di Jean Philippe Theodore du Quesne van Bruchem, avvocato e procuratore a Utrecht. A quanto pare trovò affascinante il padrone di casa, e probabilmente fu ricambiata; infine, rimase incinta di lui. Ovviamente era un grave scandalo, da un lato perché era ancora sposato, e dall’altro perché la moglie era gravemente ammalata di cancro. Du Quesne van Bruchem e Lies van Gogh si recarono nel 1886 in Inghilterra perché lei potesse partorire in condizioni tranquille. Tuttavia, la nascita si preannunciò quando erano ancora in Francia, e Lies partorì nel paesino di Saint-Sauveur-le-Vicomte, dando alla luce Hubertina Normance Marie-Mathilde van Gogh. Era il 3 agosto, e i genitori affidarono la bambina a Frederique Balley, una vedova di 22 anni, proprietaria di una piccola drogheria nel paese. Anni dopo la morte di Du Quesne van Bruchem, nel 1921, Lies si recò in Francia per andare a prendere la figlia, ma Hubertina rifiutò di seguire la madre in Olanda. Preferì rimanere con la donna che l’aveva allevata». Lies morì il 29 novembre 1936. 

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