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Collana «Le Streghe»
volumetto n° 18



Tiziano  Terzani, Che fare?
Àlen Loreti
 pag. 36, ISBN 978-88-6226-054-1

Euro 4,00
IN SINTESI

Del giornalista in prima linea nei vari scenari di guerra ma anche ‘maître à penser’ per i grandi temi della vita, tre profonde prose sulla pace, anticipatrici di quello che avrebbe dovuto essere il giusto approccio alle domande e alle sfide che il terzo mondo e il fondamentalismo islamico pongono al mondo occidentale.


UN ASSAGGIO

«Torno sempre anch’io e sempre più mi domando se, dopo tanta strada fatta altrove, in mezzo a tante genti diverse, sempre in cerca d’altro, in cerca d’esotico, in cerca d’un senso all’insensata cosa che è la vita, questa valle non sia dopotutto il posto più altro, il posto più esotico e più sensato; e se, dopo tante avventure e tanti amori, per il Vietnam, la Cina, il Giappone e ora per l’India, l’Orsigna non sia – se ho fortuna – il mio vero, ultimo amore.»







L'AUTORE

Tiziano Terzani nasce nel ’38 a Firenze da genitori della piccola borghesia. Dopo numerosi lutti familiari per tubercolosi – due zie e il nonno − la madre si preoccupa della salute di Tiziano che, figlio unico, si sente soffocare da queste attenzioni e il padre, per seguire anche le indicazioni del medico, ogni estate porta con sé il bambino all’Orsigna, remoto borgo della montagna pistoiese. Nel ’57 Tiziano si diploma al Liceo Classico. Recita in alcuni spettacoli. È iscritto al Movimento Federalista Europeo e frequenta esponenti del mondo cattolico e progressista fiorentino. Collabora come cronista sportivo al «Giornale del mattino». S’iscrive a giurisprudenza. Conosce Angela Staude, figlia del pittore Hans-Joachim e dell’architetto Renate Moenckeberg, che abitano a Firenze. Nel ’58 grave infezione tubercolotica. Nel ’62 si laurea, entra nell’Olivetti e si sposa con Angela. Viaggia e abita per lavoro in tutta Europa e in Oriente. Nel ’66 inizia a costruire una casa all’Orsigna. Nel ’67, prende l’aspettativa dall’Olivetti e s’iscrive alla Columbia University di New York. Nel ’69 seconda laurea e nascita del figlio Folco. Lascia l’Olivetti ed è assunto come “pubblicista” da «Il Giorno». Nel ’71 nasce la figlia Saskia, supera l’esame da “professionista” e si dimette dal giornale. Sa parlare francese, tedesco, inglese, portoghese e cinese. Nel ’72 apre a Singapore, dove la famiglia lo raggiunge, il primo dei tanti uffici in Asia di «Der Spiegel» giornale che lascerà solo dopo 25 anni di lavoro e oltre 200 reportage. Sino al ’96 viaggerà e risiederà con la famiglia in vari paesi dell’Oriente, pubblicando alcuni libri e collaborando anche a «La Repubblica» e al «Corriere della Sera». Nel ’97 gli viene diagnosticato un cancro. Nel ’99 si ritira sull’Himalaya indiana, scrivendo, dipingendo e curandosi. Nel 2002 pubblica Lettere contro la guerra. Nel 2003 si ritira definitivamente dal giornalismo e nel 2004 pubblica Un altro giro di giostra. Il 28 luglio dello stesso anno muore a Orsigna.

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