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Collana «Ocra gialla»
volumetto n° 52



Blaise  Cendrars, Il raggio verde
Antonio Castronuovo
 pag. 36, ISBN 978-88-6226-047-3

Euro 4,00
IN SINTESI

Dell’autore svizzero (naturalizzato francese) del capolavoro La mano mozza, pubblicato nel 1993 in Italia nella magistrale traduzione di Giorgio Caproni, viene ora qui pubblicato il racconto inedito in Italia Il raggio verde, apparso in  Francia nel 1938 sulla rivista «Candide».

 


UN ASSAGGIO

«Per tutto il giorno mi sollazzavo nella piscina, tuffandomi e rituffandomi, andando a stendermi su un telo per fumare una sigaretta; a seconda dell’ora, con i capelli appiccicati o con la testa avvolta da un asciugamano di spugna a turbante; dalla mattina alla sera, il corpo morso dal sole, gli angoli delle labbra e degli occhi che pizzicavano di sale, andando dieci, cento volte di seguito a rimettermi in acqua, non pensando a niente, lasciandomi cullare da una grossa camera d’aria che galleggiava sulla superficie della vasca, che traboccava non appena la nave, mollemente cullata dalle lunghe onde dell’Atlantico, s’inclinava, o lasciandomi scivolare sul fondo per risalire come un cetaceo, soffiando, scrollandomi, felice di vivere, meravigliandomi io stesso della mia semplicità e della pienezza di questa gioia animale, di cui godevo in tutta innocenza e che chiedevo solo di veder durare il più a lungo possibile».







L'AUTORE

Blaise Cendrars (pseudonimo di Frédéric-Louis Sauser) nacque in Svizzera, nei pressi del lago di Neuchâtel, nel 1887. A causa di un severo rimprovero dei genitori per i suoi disastrosi risultati scolastici, fuggì di casa a 15 anni; fu dapprima in Germania, poi attraversò la Russia assieme a un commerciante. La vita nomade lo portò in Cina, India e America, dove visse dei mestieri più disparati. Nel 1912, anno dal quale si trovava a Parigi, si rivelò con i versi di Pasqua a New York, cui seguirono Dal monto intero al cuore del mondo (1919) e Kodak (1924). Fu amico di Apollinaire (sulla cui poesia esercitò influenza), di Sonia e Robert Delaunay, di Chagall, Modigliani, Cocteau e Cravan. Diventò un protagonista della poesia “cubista” pubblicando nel 1913 il libro “simultaneo” di versi e disegni La prosa della transiberiana. Intanto, si era arruolato durante la prima guerra mondiale nella Legione Straniera e, a causa di una brutta ferita, gli fu amputato l’avambraccio destro. Tra i suoi romanzi più noti stanno L’or (1925), Moravagine (1926), Le confessioni di Dan Yack (1929), la grande tetralogia autobiografica della maturità formata da L’uomo folgorato (1945), La mano mozza (1946), Bourlinguer (1948) e La spartizione del cielo (1949). Fu anche autore di racconti, corrispondenze, memorie, e attivo come sceneggiatore cinematografico. Morì a Parigi nel gennaio 1961, lasciando nella sua opera – che è un grande inno alla vita – il segno di un’epopea avventurosa, del cosmopolitismo e della modernità.

 

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