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Collana «Acquamarina»
volumetto n° 29



Federico Garcia  Lorca, Cuore nuovo
traduzione e cura di Alessandro Ghignoli

 pag. 32, ISBN 8887741867

Euro 4,00
IN SINTESI

Una selezione di tredici poesie in nuova traduzione del grande poeta spagnolo.


UN ASSAGGIO

«Il mio cuore come un serpente,
si è tolto la sua pelle,
e qui la guardo tra le mie dita
piena di ferite e di miele.»







L'AUTORE

Federico García Lorca nasce a Fuente Vaqueros (Granada) il 5 giugno 1898. Nel 1918 pubblica il suo primo libro Impresiones y paisajes frutto dei suoi viaggi nella vecchia Castiglia. Due anni dopo viene rappresentata la commedia El maleficio de la mariposa, mentre nel 1921 esce a Madrid il suo primo libro di versi Libro de Poemas. Nel 1922 inizia a lavorare sulle poesie del “cante jondo”. Si rappresenta Mariana Pineda nel giugno del 1927 in cui Dalí collabora curandone la scenografia. Canciones: 1921-1924, escono a Málaga nel 1927 e l’anno seguente appare il Romancero gitano. Nel 1929 parte per gli Stati Uniti. Soggiorna presso la Columbia University, stringe amicizia con il poeta Léon Felipe e conosce l’opera di Walt Whitman. Frequenta i quartieri dei neri e degli immigrati e rimane affascinato dal jazz. Scrive Poeta en Nueva York. Nel 1930 si reca a Cuba per un ciclo di conferenze e alla fine dell’anno fa ritorno in Spagna. L’anno seguente pubblica il Poema del cante jondo, mentre nel 1932, viene invitato ad organizzare un gruppo teatrale capace di portare i classici nelle zone più decentrate. Nasce la Compagnia teatrale “La Barraca” di cui Lorca sarà regista, attore e scenografo. Dal 1933 al 1936 vengono rappresentate le sue opere teatrali Bodas de sangre, Yerma, La casa de Bernarda Alba e Doña Rosita la soltera. Nel 1935 pubblica il Llanto por Ignacio Sánchez Mejías, ispirata dalla morte dell’amico torero. Il Diván del Tamarit, pubblicato postumo, è una raccolta poetica dolenteSonetos del amor oscuro sono il suo ultimo testamento poetico. Appartiene a quella che è stata definita la “generazione del ’27”. Nel luglio del 1936, quando la guerra civile è ormai imminente, Lorca si reca a Granada; denunciato come “rosso”, si rifugia in casa della famiglia Rosales, viene arrestato il 17 agosto ed è fucilato dai franchisti nella notte tra il 18 e il 19 presso Víznar.

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